giovedì, dicembre 22, 2005

Lo sapevo che avrei ripreso a fumare

A me sembra tutto incredibile. Ho la patente da 16 anni, questa è la sacrosanta verità. Credo di essere un gran pilota (o pilotessa che dir si voglia).
Non è che lo credo soltanto, ne ho la certezza.

Ebbene.

In 16 anni di patente non è mai successo nulla. Non ho provocato incidenti, non ho subìto incidenti. La mia (ro)bertamobile non è una macchina, è un portento. Eppure in due giorni (ieri e oggi) due incidenti. Due sinistri, come mi ha fatto notare l'omino della mia assicurazione. Sì. Che poi 'incidente' è drammatico, 'sinistro' invece è solo inquietante.

(segue...)

venerdì, dicembre 16, 2005

Poi metto tutto a posto

La cosa importante era fare qualcosa, una cosa qualsiasi che mi tenesse occupata per circa 3-4 minuti, il tempo che generalmente impiego per fumare.
NON DEVO FUMARE, NON DEVO FUMARE, NON DEVO FUMARE.
Solo che poi sono anche un'idiota. Insomma. Perché non apettare e approfittare di gennaio che è il mese dei fioretti? Solo perché ho una tosse che non mi lascia chiudere occhio di notte?

va beh. Sono tornata. il blog è solo un supporto terapeutico.
Ciao. Non so quanto duro questo giro, comunque per ora sono tornata.

martedì, giugno 14, 2005

L'uomo che andava al cinema

“Oggi è il mio trentesimo compleanno e sono seduto sulla giostra nel cortile della scuola, aspetto Kate e non penso a niente. Ora, all’inizio del trentunesimo anno del mio tetro pellegrinaggio sulla terra, sapendo meno di quanto
abbia mai saputo, avendo imparato a riconoscere la merda quando la vedo, avendo ereditato da mio padre solo un buon naso per sentire la merda, per ogni tipo di merda in arrivo – è il mio unico talento – sentire la merda da ogni quartiere della città, vivendo in realtà nel secolo stesso della merda, il grande cesso dell’umanesimo scientifico dove i bisogni sono soddisfatti, dove ognuno diventa uno qualsiasi, una persona calorosa e creativa, e prospera come uno scarafaggio stercorario, dove il cento per cento della gente è umanista e il novantotto per cento crede in Dio, e dove gli uomini sono morti, morti, morti; e dove il disagio occupa perennemente il cielo come una pioggia di pulviscolo radioattivo e dove la gente teme in realtà non che facciano esplodere la bomba, ma che non lo si faccia – in questo giorno in cui compio trent’anni, non so nulla e non mi resta nulla da fare se non cadere in preda al desiderio”.


W.Percy - L'uomo che andava al cinema

“Jonathan si inorgoglì e si sentì rassicurato quando il dottore commentò che lui era il solo giovane ad avere il dono della curiosità. Prima gli studenti l’avevano, oh sì, disse il dottore, ma ora non più. Tutti usavano quella parola, ‘empatia’, proseguì il dottore, ma la parola giusta per l’epoca presente era ‘apatia’.”

D. Powell - The golden spur

C'è un bel posto. Si chiama ilpostodeilibri

lunedì, giugno 13, 2005

Grazie di quorum

Retrograde e bigotte teste di cazzo.

martedì, maggio 24, 2005

Rinuncio... (?)


Ho spolverato il monitor, ho lucidato il mouse, ho ribaltato la tastiera perché non ho comprato uno spruzzino ad aria compressa (la verità è che non ho mai comprato uno spruzzino con dentro aria compressa. E' la cosa più stupida che si possa comprare: vendere e comprare aria!...tzè... e allora non è più romantica la bottiglietta con dentro l'aria del golfo di Napoli?...) e l'ho sbattuta più volte sul tavolo su cui sono atterrate milioni di briciole che a rimetterle tutte insieme facevano un panino nuovo e poi sono scivolati fuori un paio di cadaveri di moscerini, cenere di sigaretta e sebo non mio. Io non ho il sebo, quindi non può essere mio, ma erano mie le mezzelunette al sapore di unghia con tanto di smalto trasparente amaro per perdere il vizio di mangiarsi le unghie e invece dico che da quando lo metto a me le unghie sembrano più gustose di prima.
Insomma, sono stata lì un po' a pensarci. Ero quasi triste e ciò mi rendeva felice. Ho pensato per un attimo che una patina di malinconia avrebbe potuto ispirarmi e mi sono spremuta le ghiandole lacrimali e soffiata il naso perché fosse tutto più suggestivo. Invece niente.
Allora mi sono sdraiata sul letto, ho aperto il quaderno e di fianco ho messo ogni sorta di penna: mi piacciono le penne. Ho un astuccio dove conservo le penne preferite: una Pilot Hi-Tecpoint extra fine nera, una rossa uguale alla precedente ma è quasi scarica (che pare che uso sempre la rossa, ma in realtà ce l'ho da almeno 5 anni), un pennarello nero Paper Mate a punta più larga, un Zeb Roller Ax5 0.5 nero, uno Stabilo nero per acetati che va bene per scrivere sui CD. Ah. E una matita portamine 0.5. Tutte belle schierate. Sono rimasta a guardarle per 5 minuti e siccome non ne usciva niente e non bastavano né lacrime né matite, ho messo su un po' di musica. Ho pensato che quella che preferisco è la musica da pianoforte, ma anche la fisarmonica a bocca. Toots Thielemans ad esempio. Ma anche la colonna sonora di Amelie, quella di Yann Tiersen che ho scoperto grazie a lui ('lui' prevederebbe un link al suo-di-lui blog, ma siccome Lui è timido e modesto, il link non lo metto).
Hai voglia a cercare stimoli! Non mi esce niente, eppure non mi mancano gli argomenti... Ho appena ucciso una pianta di girasoli ad esempio e la mia migliore amica da qui a 4 mesi e mezzo è una bambina di 4 mesi e mezzo. Oppure. Ho trovato la casa nel Chianti per agosto. Ho anche altre storie, ma avrei dovuto prendere appunti se avessi avuto veramente intenzione di raccontarle sul blog.
Quindi metterò un'inserzione su Secondamano.
"Cerco compilatore di blog con esperienza".

La vera notizia è che vorrei un figlio. Ecco. L'ho detto.

venerdì, aprile 22, 2005

A proposito di Fred


Se i cani mi stanno simpatici è colpa dei loro occhi, lo sguardo più umano che io conosca. Però a me non piace l’odore di cane. Se i cani si lavassero come i gatti, forse profumerebbero. I gatti profumano, i miei sì.
Detto questo, Fred mi si avvicina, fa quel rumore di zampette legnose sull’asfalto, quel ticchettio inconfondibile e frenetico dei cani di piccola taglia, ma lui è un piccola taglia sovrappeso. E’ un cane obeso. Un pezzato bianco, più simile a una piccola mucca che abbaia. Mi è simpatico.
Mi è simpatico per osmosi e lascio la libertà di pensare se io sia una piccola mucca che parla o se abbia piedi legnosi. Lui mi piace. E’ un cane timido e riservato. Si rifiuta di fare i bisogni se qualcuno lo osserva. Il suo padrone è un uomo anziano e gentile. Quando porta Fred a pascolare e ci incrociamo, mi indica quasi sempre un posto per parcheggiare. L’ho avvicinato oggi per ringraziarlo, perché di solito ci scambiamo un sorriso, lo ringrazio da lontano con un cenno della mano e lui alza la sua che stringe il sacchetto verde dove chiude i bisognini di Fred.
Il padrone di Fred l’ho sempre visto con in testa un borsalino color senape, anche d’estate, ma oggi se l’è tolto davanti a me e ho avuto come un singulto di commozione mista a tenerezza per quella testa che sembrava coperta di soffici piume bianche e per il gesto di passarci sopra la mano per sistemarle. Mi sono impressionata, non tanto per i capelli a forma di piuma, ma piuttosto per quel cenno che non si usa più di togliersi il cappello davanti a una signora (parlo di me), così come scostare la sedia da un tavolo per farla accomodare o tenerle aperta la porta per farla entrare. Delle tre ha fatto solo la prima, ma insomma, capito come no? Ho scambiato due chiacchiere con lui su cose stupide come il tempo, il traffico e bla-bla-bla. Mi è sembrato contento di scambiare due chiacchiere inutili. Prima di salutarlo ho notato che Fred faceva pipì sulla mia ruota anteriore, lato guida.

lunedì, aprile 18, 2005

Tutti giù per terra